Ciclo in anticipo, quali possono essere le cause?

ciclo in anticipo

Le mestruazioni ravvicinate sono quasi sempre la conseguenza di cambiamenti ormonali che interessano l’organismo in particolari fasi della vita e, dunque, non devono destare troppa preoccupazione. In certi casi, però, è bene indagare per escludere altre cause: ecco quali

Si chiama polimenorrea ed è un fenomeno che può riguardare tanto le ragazze in età da pubertà quanto le donne mature che si avvicinano alla menopausa, passando per le giovani in età fertile: parliamo del ciclo che torna in anticipo, ovvero di mestruazioni con un intervallo inferiore ai canonici 28 giorni.

Ciclo in anticipo o polimenorrea: cos’è

Il termine “polimenorrea” indica un intervallo tra 2 cicli inferiore a 25 giorni.

Sarà capitato a tutte, almeno una volta nella vita – complici stress, affaticamento o semplicemente un cambio di stagione – di avere le mestruazioni prima del previsto. Solitamente si tratta di episodi sporadici legati a cambiamenti ormonali lievi e normali: piccoli “capricci” o alterazioni che non devono destare preoccupazione. Quando, però, le mestruazioni sono troppo ravvicinate, fino anche a due cicli nell’arco dello stesso mese e questo accade in modo ricorrente, allora è bene rivolgersi al ginecologo per escludere cause differenti dallo stress o da un periodo particolare.

Cicli troppo frequenti possono infatti portare con sé stanchezza, carenza di ferro e anemia che generano disagio quotidiano e non vanno “sopportate”.

Ciclo in anticipo: cosa mi succede?

Nella giovane età la polimenorrea può essere imputabile a:
 

  • passeggeri disordini ormonali (ad esempio nell’età dello sviluppo)
  • forti stress emotivi
  • cambiamenti del clima
  • alimentazione disordinata
  • rapido dimagrimento o aumento di peso
  • assunzione di farmaci
Dopo i 40 anni il ciclo che torna in anticipo potrebbe avere origine dalle variazioni dei livelli ormonali tipiche del periodo della perimenopausa. Anche in questo caso non è preoccupante né patologico ma è opportuno controllare, d’accordo con lo specialista, i livelli ormonali per capire a che punto del tuo cambiamento sei.

Ecco gli esami da fare e i valori ormonali che ti dicono che la menopausa è vicina.

Il segnale tipico del fatto che la produzione ormonale inizia ad essere “alterata” per cause del tutto fisiologiche come la cessazione definitiva dell’attività ovarica (una tappa naturale della vita di ogni donna) è proprio l’irregolarità mestruale.

Questa può manifestarsi con:

Il ciclo che torna in anticipo si verifica quando i livelli di estrogeni sono più bassi di quelli di progesterone e l’endometrio si presenta molto sottile (quindi il suo sfaldamento – che provoca la mestruazione – dà luogo ad un flusso scarso e di breve durata). Ne consegue che l’ovulazione successiva sarà anticipata e, di riflesso, lo sarà anche la mestruazione.

Ciclo in anticipo: quando è un segnale di perimenopausa

La progressiva riduzione dei livelli di estrogeni e progesterone che poco alla volta prepara l’organismo all’ultima mestruazione, può essere la causa di questa irregolarità.

Questa fase potrebbe durare anche anni (il ciclo non scompare definitivamente da un mese all’altro) e solitamente è accompagnata da altri segnali che non lasciano dubbi sul fatto che, dopo i lunghi anni di “premenopausa”, ossia il periodo fertile, il tuo organismo si stia avvicinando alla cosiddetta perimenopausa. Quest’ultima è il periodo che fa da “ponte” per il passaggio dalla fase fertile alla menopausa vera e propria, in cui si entra dopo 12 mesi dall’ultima mestruazione.

Ecco quali sono i segnali che ti dicono che qualcosa sta cambiando e che potresti sentire sul tuo corpo e sulla tua psiche proprio in concomitanza con il ciclo che torna in anticipo (in questo periodo potresti notare anche che le mestruazioni durano meno giorni del solito e il flusso è scarso):

Se noti sul tuo organismo queste manifestazioni, allora puoi essere certa (anche se l’ultima parola spetta al ginecologo) che le mestruazioni ravvicinate siano un segnale riconducibile alla perimenopausa. Non c’è nulla da temere e nessun motivo per agitarti: stai entrando in una nuova fase della tua vita biologica e tutto quello che devi fare è ascoltare il tuo corpo e prendertene cura con qualche attenzione in più rispetto al solito.

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Ciclo in anticipo: quali possono essere le altre cause

Abbiamo detto che molto spesso i responsabili delle alterazioni della regolarità mestruale sono fattori esterni (stress, stanchezza, ansia o anche l’assunzione di farmaci). Alle volte, però, dietro il ciclo che torna in anticipo possono esserci anche cause patologiche: per questo motivo è sempre bene indagare la natura degli episodi di polimenorrea al fine di escluderle.

Ecco quali possono essere:

  • alterazioni della tiroide
  • endometriosi
  • insufficienza luteale (determina una scarsa produzione di progesterone, in conseguenza della quale le pareti dell’utero non si ispessiscono come dovrebbero e si sfaldano più rapidamente anticipando la mestruazione)
  • cisti ovariche
  • fibromi e polipi uterini

Ciclo in anticipo: cosa fare

Nella maggior parte dei casi, dopo i 42-45 anni, le mestruazioni ravvicinate possono essere un fenomeno naturale legato agli squilibri ormonali che sono del tutto fisiologici in questo periodo della vita femminile. Poiché è importante escludere che la polimenorrea sia il sintomo di condizioni patologiche la cosa da fare in ogni caso è quella di prendere appuntamento con il ginecologo.

In particolare, ci sono dei “campanelli d’allarme” che, se noti, devi riferire in modo specifico al ginecologo:

Ciclo in anticipo e disturbi della perimenopausa

Il ciclo che torna più frequentemente del solito può essere un disagio, specialmente se a questo si aggiungono senso di stanchezza, irritabilità, vampate di calore, insonnia e altre manifestazioni tipiche del periodo perimenopausale.

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I medici e i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione e alla validazione scientifica dei nostri contenuti.
Medico chirurgo, specializzato in ostetricia e ginecologia

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano

Dottore in scienze motorie

PhD, docente presso Università Ecampus e Università G. D'Annunzio di Chieti

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