Salute delle ossa dopo i 40: perché è importante

La salute delle ossa non è una delle preoccupazioni più comuni dopo i 40 anni ma dovrebbe esserlo. Ecco perché e come puoi supportare il tuo corpo.

Con l’avvicinarsi dell’età della menopausa, il corpo femminile inizia a subire cambiamenti significativi, tra i quali anche quelli legati alla composizione delle ossa.

Come si legge in un documento informativo sul sito del Ministero della Salute, “lo scheletro si sviluppa rapidamente durante l’infanzia, la pubertà e l’adolescenza, raggiungendo le sue dimensioni e densità minerale massimali intorno ai 20-25 anni di età (picco di massa ossea)”.

E poi? Con l’avanzare dell’età potrebbe accadere che “il riassorbimento osseo tenda a prevalere sulla formazione di nuovo osso e lo scheletro inizi a perdere minerali con conseguente riduzione della massa ossea”.

La riduzione della massa ossea è uno degli eventi più frequenti durante l’età avanzata e la sua forma più grave, l’osteoporosi, in Italia interessa circa 5 milioni di persone, l’80% delle quali di sesso femminile.

dati dell'osteoporosi

Cos’è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è una condizione che porta le ossa a diventare più fragili e più propense alle fratture. L’invecchiamento gioca un ruolo di primaria importanza nello sviluppo di questa patologia e specialmente nelle donne perché gli ormoni influiscono direttamente sulla capacità delle ossa di rigenerarsi e di mantenere un equilibrio rigenerativo positivo.

Ma cosa significa?

Il meccanismo di rinnovamento delle ossa, che in età infantile e adolescenziale supporta la normale crescita dello scheletro, avviene attraverso un ciclo continuo di distruzione e ricostruzione in cui specifici agenti si dedicano alla ricostruzione di tessuto osseo nuovo mentre altri “distruggono” le parti più vecchie. Questo ciclo di rinnovamento mantiene un equilibrio per assicurare una densità ossea normale e quindi ossa sane e forti.

Un osso, infatti, può essere visto come un grosso condominio con moltissime stanze, le cavità trabecolari. Queste stanze sono separate da pareti, rappresentate dalle trabecole e formate da mattoni cementati tra loro da depositi di sali minerali.

In un osso con osteoporosi ci sono meno trabecole e quelle rimaste sono più sottili, le cavità diventano più ampie e il tutto è tenuto assieme da una minore quantità di cemento. La conseguenza di questi fenomeni è che l’intero edificio risulta indebolito dal punto di vista strutturale, meno compatto e più poroso (da cui il nome osteoporosi), e quindi più incline alle fratture.

Cosa accade alle ossa con l’avvicinarsi della menopausa?

Con l’avanzare dell’età, e specialmente per le donne, si potrebbe verificare uno squilibrio nel ciclo virtuoso di distruzione e costruzione.

Complice di questo squilibrio è anche il naturale cambiamento nell’equilibrio ormonale nel corpo femminile, che potrebbe aggiungersi a una carenza di vitamina D piuttosto comune. Secondo la Società Italiana di Endocrinologia: “Con l’avanzare dell’età l’ipovitaminosi D è più frequente nella popolazione, soprattutto dopo i 70 anni e nelle donne rispetto agli uomini, a causa di molteplici fattori: la minor esposizione agli ultravioletti, la ridotta produzione cutanea di Vitamina D (a parità di esposizione solare il soggetto anziano ne produce il 30% in meno) ma anche la limitata assunzione di cibi come il latte e derivati, nel tentativo di ridurre il rischio cardiovascolare”.

Uno stile di vita sedentario e poca attività fisica praticata all’aria aperta possono completare un quadro che favorisce la comparsa di quella che è la forma più grave di deperimento osseo: l’osteoporosi.

Prima di arrivare a questo stadio, spesso si passa attraverso l’osteopenia, una fase in cui la densità ossea inizia a ridursi, ma non è ancora al livello critico dell’osteoporosi.

Prima dell’osteoporosi: l’osteopenia

logo-osteo

Per contrastare i disturbi della menopausa e contribuire a mantenere ossa sane

Con vitamina D3 e K2 che contribuiscono al mantenimento di ossa sane

Quando dunque l’osso riassorbito è più di quello neoformato si instaura una prima una condizione chiamata osteopenia (letteralmente “povertà ossea”) che, se non trattata opportunamente, spesso evolve in osteoporosi, cioè nella fase più severa di impoverimento osseo.

Dato che il rimodellamento osseo nel suo insieme è regolato da numerosi fattori (ormoni, stile di vita, stile alimentare, eventuali trattamenti farmacologici o patologie, ecc.) le cause che possono condurre a questo squilibrio tra processi di distruzione e deposizione sono molte.

Esami per il controllo della densità ossea

Fortunatamente per noi c’è modo di monitorare la salute delle nostre ossa.

Il primo esame di controllo che viene prescritto quando si sospetta una situazione di potenziale indebolimento osseo è la MOC o Mineralometria Ossea Computerizzata, un esame radiologico assolutamente indolore che permette di individuare proprio lo stato di salute dell’osso (in particolare la densità e la massa dell’osso) e che può essere effettuato al livello locale (ad esempio femore o colonna vertebrale) oppure sull’intero scheletro.

Generalmente si consiglia di effettuare questo esame a partire dai 45 anni e comunque su consiglio del medico.  

Conservazione della salute delle ossa e prevenzione

La prevenzione è, come sempre, la miglior arma anche per contrastare la formazione di osteoporosi.

I consigli per tutti, specialmente per le donne che sono più soggette a impoverimento osseo, sono i soliti: uno stile di vita attivo e attento permette di mantenere anche la salute delle ossa. Quindi è indispensabile, ad esempio:

  • Fare una giusta attività fisica che tenga conto dell’età, dello stato di allenamento e delle possibilità del soggetto
  • Seguire una corretta alimentazione che preveda la giusta dose di calcio e vitamina D che non devono mai mancare.
  • Valutare un’integrazione specifica di vitamine e principi che possano aiutare a contrastare il deperimento osseo

Perché integrare la Vitamina D?

Una delle strategie più efficaci per mantenere le ossa sane è garantire un adeguato apporto di vitamina D. Innanzitutto perché insieme alla Vitamina K2, la Vitamina D è fondamentale per l’assorbimento del calcio, elemento cruciale per mantenere le ossa sane.

Ma anche perché si tratta di un ottimo approccio di prevenzione in una situazione, quella della ipovitaminosi D, che può essere considerata quasi endemica. In pratica, nella maggior parte delle donne dopo una certa età si potrebbe riscontrare una carenza vitaminica di questo tipo. Con la perimenopausa la pelle diventa meno efficiente nel produrre vitamina D con l’esposizione al sole e la sola dieta potrebbe non portare sufficiente apporto di vitamina D. Ecco perché l’integrazione diventa così importante.

Integrare la vitamina D, come con il nostro Femal Osteo, è un passo semplice ma potente che puoi fare per la salute delle tue ossa. Con una sola capsula al giorno, non solo supporti le tue ossa durante la perimenopausa, ma aiuti anche a tenere a bada altri piccoli disturbi tipici di questo periodo. È un piccolo gesto quotidiano che può fare una grande differenza nel lungo termine.

Quindi, ricorda: prendersi cura delle tue ossa ora significa costruire una base solida per la tua salute futura.

Prova Femal Osteo: vitamine per le ossa e un supporto per i disturbi della perimenopausa

È qui che entra in gioco Femal Osteo: formulato per noi donne fin dalla perimenopausa, Femal Osteo aiuta a mantenere le ossa sane, supportando il corpo anche nei cambiamenti che avvengono durante la menopausa e intervenendo efficacemente anche nella gestione dei disturbi più fastidiosi che possono caratterizzare questo periodo come le vampate di calore, sudorazioni notturne, sbalzi d’umore, insonnia e stanchezza.

Con una sola capsula al giorno, Femal Osteo contribuisce a fornire il sostegno necessario per affrontare gli anni più belli, in serenità. La salute delle ossa dopo i 40 è una priorità.

Integrando la vitamina D e altri nutrienti essenziali, possiamo prenderci cura di noi stesse e mantenere uno stile di vita attivo e sano. Ricorda, la prevenzione è la chiave: parlane  al tuo ginecologo.

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I medici e i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione e alla validazione scientifica dei nostri contenuti.
Medico chirurgo, specializzato in ostetricia e ginecologia

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano

Dottore in scienze motorie

PhD, docente presso Università degli Studi di Bergamo

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