Menopausa: individuati i geni che la determinano. Quale futuro per le donne?

scienziato studia ingegneria genetica

La genetica ha ancora molto da scoprire sul “miracolo” del corpo umano. Così negli ultimi anni alcuni scienziati si sono concentrati sulla ricerca a proposito dei geni responsabili dell’età della menopausa, trovandoli. Cosa può determinare questa scoperta?

È cosa nota che l’ereditarietà genetica, insieme allo stato di salute e allo stile di vita, è un fattore importante nel determinare il momento in cui l’organismo di una donna giunge alla fine della vita fertile. La scienza ha infatti rilevato già da molti decenni che esiste una correlazione diretta fra l’età della menopausa delle mamme o delle nonne e quella delle figlie o nipoti.

Grazie a questa scoperta basata su un’osservazione empirica, però, oggi gli scienziati sono giunti a individuare i geni responsabili dell’età della menopausa. Lo studio è stato coordinato dall’Università di Cambridge e la scoperta apre, adesso, nuovi possibili scenari per il futuro delle donne a partire dalla possibilità di ritardare la menopausa, soprattutto in relazione alle terapie legate all’infertilità. Ma sono solo alcune delle applicazioni possibili.

Conoscere i meccanismi della genetica che regolano il processo di invecchiamento delle ovaie e, di conseguenza, l’età della comparsa della menopausa potrebbe, infatti, consentire di prolungare la vita fertile soprattutto per le donne con problemi di fertilità o menopausa precoce, ma anche di ritardare l’eventuale insorgenza di disagi e disturbi che sono correlati alla menopausa.

Quanti e quali sono i geni responsabili della menopausa

L’età della scomparsa definitiva delle mestruazioni non è uguale per tutte perché ogni donna è diversa. Poiché la menopausa è un processo fisiologico, dunque naturale, dell’organismo, anche questa ha caratteristiche diverse da soggetto a soggetto, anche se grazie alla componente ereditaria c’è una possibilità di prevedere l’età della menopausa: la forbice è mediamente compresa tra i 45 e i 55 anni (per le donne italiane la media è di 51 anni) ma conoscendo l’età in cui mamme e nonne sono entrate in questa fase di vita, la previsione personale può essere ancor più rispondente con la realtà. Anche se… non bisogna dimenticare che diversi fattori ambientali ed esterni (stile di vita, abitudini alimentari, numero delle gravidanze) possono incidere sensibilmente su questo evento.

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Oggi la scienza ha stabilito però che esistono 290 varianti genetiche e circa 80 geni possono regolare il lento e complesso meccanismo che, a partire dai cambiamenti ormonali, scatena l’insieme dei processi che cambieranno il corpo e la mente della donna.  

Tra questi geni, in particolare, ce ne sarebbero alcuni che regolano i processi di invecchiamento cellulare (come quello delle ovaie) e altri che invece guidano le attività di auto-riparazione del Dna. L’esito del complesso lavoro di ricerca è dunque approdato a un’idea sensazionale: gli scienziati hanno lavorato sulla possibilità di “spegnere” i geni dell’invecchiamento e aumentare invece l’attività di quelli conservativi. Questo consentirebbe di ritardare la comparsa della menopausa in media di 3,5 anni.

Nel complesso, la sperimentazione ha preso in esame i dati genetici di quasi 300mila donne (210.323 di origine europea e 80mila di origine asiatica) e su questi ha analizzato oltre 13milioni di varianti genetiche. Numeri imponenti per un lavoro di ricerca ad ampio raggio che ha coinvoltoben 180 istituzioni di tutto il mondo, tra cui, in Italia, l’istituto San Raffaele di Milano, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Cagliari e l’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste.

La scoperta dei geni della menopausa: quali conseguenze per le donne

In menopausa più tardi. Questa è la prima idea che può venire in mente leggendo dei progressi di questa scoperta. Ma non è solo questa l’implicazione più diretta e importante.

L’individuazione dei geni responsabili della comparsa della menopausa, prima, e delle possibili modalità di “manipolarli” per agire sui processi di invecchiamento cellulare, dopo, potrebbe consentire di:

  • prolungare la vita riproduttiva del 25%, un primo dato che già da solo sarebbe sufficiente a mostrare la portata di una simile scoperta per le donne che hanno problemi di fertilità oppure segnalano una predisposizione genetica alla menopausa precoce
  • mettere a punto nuove terapie legate all’infertilità, come hanno dimostrato i test condotti sui roditori
  • diminuire l’incidenza di diabete e osteoporosi e malattie cardiovascolari, due patologie legate all’invecchiamento e alla “rottura” degli equilibri ormonali che accade in menopausa. Ecco che alcuni fattori di rischio, grazie alla possibilità di ritardare l’inizio della menopausa, potrebbero essere “spostati” un po’ più in là nel tempo prolungando le aspettative di vita e la piena salute, nel tempo.

Se però la menopausa ti dà noie, non aspettare: tutela il tuo benessere

Abbiamo fin qui parlato della possibilità di ritardare la menopausa di qualche anno, che forse le nostre figlie potranno sperimentare. Ma tutelare la tua salute e preservare il benessere quotidiano non può attendere: se la menopausa ti provoca fastidi e disagi, come le celebri vampate o qualche disturbo del sonno, puoi agire in modo naturale con Femal, un integratore 100% di origine vegetale, senza isoflavoni di soia o trifoglio rosso.

Anche se la menopausa è un evento naturale, non è detto che tu debba sopportarne gli effetti indesiderati in modo passivo. Prenditi cura di te stessa e parlane con il ginecologo. È importante che un professionista ti segua in questa fase e che ti guidi verso la soluzione migliore per te.

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I medici e i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione e alla validazione scientifica dei nostri contenuti.
Medico chirurgo, specializzato in ostetricia e ginecologia

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano

Dottore in scienze motorie

PhD, docente presso Università Ecampus e Università G. D'Annunzio di Chieti

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