Disfunzione della tiroide: i campanelli d’allarme dopo i 45 anni

ecografia alla tiroide

Tra i 50 e i 60 anni aumentano le probabilità di sviluppare problemi alla tiroide: primo tra tutti l’ipotiroidismo. Ma è possibile accorgersene già da prima limitando così probabilità di sviluppare la malattia, rischi e danni.

Le alterazioni della tiroide possono essere più frequenti negli anni a ridosso della menopausa perché questa ghiandola endocrina, che si trova alla base del collo, può risentire dei cambiamenti nell’equilibrio ormonale che sono fisiologici alla fine dell’età fertile.

In particolare, lo squilibrio tra i livelli di estrogeni e quelli di progesterone, oltre ad essere responsabile di una serie di effetti più noti come l’irregolarità mestruale, la secchezza vaginale, le celebri vampate di calore e i disturbi del sonno, può avere ripercussioni anche sulla normale funzionalità tiroidea.

Ecco perché se ti accorgi che c’è qualcosa che non va, puoi parlare con il tuo medico e chiedere dell’opportunità di eseguire dei controlli degli ormoni tiroidei TSH, FT3 ed FT4 (leggi qui i valori riferimento) attraverso un semplice prelievo di sangue. Anche il ginecologo può prescriverteli.

Tiroide e menopausa: una relazione complicata?

Se sei stupita del fatto che esista un legame così stretto tra tiroide e menopausa e non sai cosa devi aspettarti in questo senso, abbiamo preparato per te un articolo-guida in cui ti sveliamo qual è la relazione tra tiroide e menopausa, ti spieghiamo per quali motivi è così importante fare prevenzione e ti elenchiamo i campanelli d’allarme ai quali prestare attenzione.

Il legame e le correlazioni fra tiroide e menopausa

È dimostrato dalla scienza il legame tra estrogeni e funzione tiroidea: è per questo motivo che molte disfunzioni della tiroide non genetiche si registrano con maggior frequenza tra le donne in perimenopausa e menopausa.

In primo luogo l’attività della tiroide svolge un ruolo importante anche nell’assicurare la regolarità del ciclo mestruale. Ecco perché è importante rilevare le irregolarità e riferirle al ginecologo: generalmente si tratta di ritardi o di ciclo in anticipo “solo” per il normale squilibrio ormonale, ma se dai valori ematici e dall’anamnesi il medico vuole indagare maggiormente, puoi aspettarti un approfondimento sullo stato di salute della tua tiroide.

Questo perché alcune disfunzioni possono emergere proprio dopo i 45 anni.

Vediamo quali sono.

Disfunzioni della tiroide più comuni in menopausa

Le alterazioni della funzionalità tiroidea si possono manifestare con noduli o infiammazioni e con due disfunzioni importanti in antitesi tra loro:

  • l’ipertiroidismo: deriva da un’eccessiva produzione ormonale da parte della tiroide e ha l’effetto di accelerare i processi metabolici regolati dagli ormoni tiroidei (in genere le persone che ne soffrono sono molto magre perché hanno un metabolismo accelerato)
  • l’ipotiroidismo: al contrario, è causato da una ridotta produzione ormonale tiroidea e provoca il rallentamento delle funzioni ad essa collegate. È la disfunzione più frequente in menopausa: tra le donne over50 con problemi di tiroide, il 74% dei casi riguarda l’ipotiroidismo (fonte dati SIMG, Società italiana di medicina generale e delle cure primarie).In questa fase, sempre per effetto degli squilibri ormonali ma anche del fisiologico rallentamento del metabolismo, l’ipotiroidismo può aumentare la tendenza a prendere peso (anche in modo importante nei casi più severi), che può già essere tipica della menopausa.

Ipotiroidismo in menopausa per il 74% delle donne con problemi di tiroide

Il rischio di ingrassare è soltanto il più conosciuto (e temuto) effetto dell’ipotiroidismo e, già da solo, costituirebbe un importante campanello d’allarme.

Ma questa patologia può avere una serie di altre conseguenze importanti, che possono essere legate ai disturbi tipici della fine dell’età fertile perché la riduzione dell’attività della tiroide può aumentare l’intensità dei fastidi e disagi della menopausa come:

  1. secchezza vaginale da cui possono derivare bruciore, prurito, perdite e dolore durante e dopo i rapporti sessuali
  2. vampate di calore
  3. atrofia dei tessuti
  4. Astenia e senso di stanchezza prolungato
  5. Stipsi e colon irritabile

Più nel lungo termine, le alterazioni della tiroide possono anche aumentare i fattori di rischio per alcune patologie “importanti”, la cui incidenza tra la popolazione femminile aumenta proprio in età da menopausa: l’osteoporosi e lemalattie cardiovascolari.

Cosa fare per prevenire i problemi della tiroide in menopausa

I sintomi delle disfunzioni tiroidee, quando si manifestano in perimenopausa, possono essere confusi per un disturbo dei cambiamenti ormonali. Ecco perché non è semplice accorgersi che la causa di fastidi intimi, di secchezza e stanchezza è la tiroide e non (solo) la menopausa. E allora come fare?

La chiave come sempre è la prevenzione ma, prima di tutto, c’è l’ascolto dei segnali che il tuo corpo ti manda.
Se ti accorgi che qualcosa non va, puoi parlarne anche con il ginecologo dal quale è fondamentale farti seguire costantemente in questa delicata fase della tua vita di donna. Sarà lui a valutare la necessità di rivolgersi anche all’endocrinologo per un’ecografia della tiroide o a limitarsi a prescrivere un prelievo di sangue utile a verificare i livelli degli ormoni tiroidei e, di conseguenza, la funzionalità della tiroide.

Per insonnia, stanchezza, vampate e irritabilità, prova l’aiuto di un integratore

La menopausa è una tappa naturale della vita di una donna, un evento del tutto fisiologico che non deve far paura, eppure in alcuni casi i disagi e i fastidi ad essa legati potrebbero “complicare” certe giornate, soprattutto se sono acuiti da eventuali disfunzioni della tiroide.

Un aiuto potrebbe arrivare dal supporto che un integratore naturale può fornire all’organismo per “affrontare” il processo di adattamento al nuovo assetto ormonale, al termine del quale i disturbi dovrebbero attenuarsi. Finché ciò non accadrà, se hai bisogno di qualcosa che contribuisca ad alleviare i principali disturbi della menopausa, prova Femal.

Femal è un integratore naturale 100% di origine vegetale, a base di estratto purificato di polline che non contiene né estrogeni, né fitoestrogeni.

È indicato per i disturbi della perimenopausa sin dai loro esordi ed è adatto anche ad un uso prolungato nel tempo, perciò può essere assunto sin dai primi fastidi. La sua composizione 100% di origine vegetale lo rende compatibile con l’alimentazione vegana e vegetariana.
Basta una capsula al giorno di Femal per aiutarti a tenere sotto controllo i 5 disturbi più fastidiosi della perimenopausa e della menopausa:

  • vampate di calore
  • sudorazioni notturne
  • stanchezza
  • disturbi del sonno
  • sbalzi d’umore

Femal ha un’elevata tollerabilità (98%) chelo rende adatto a quasi tutte le donne, anche a quelle con una storia oncologica più o meno recente (o con una familiarità ai tumori del seno) e ai soggetti allergici al polline, perché non ne contiene gli allergeni.

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I medici e i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione e alla validazione scientifica dei nostri contenuti.
Medico chirurgo, specializzato in ostetricia e ginecologia

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano

Dottore in scienze motorie

PhD, docente presso Università Ecampus e Università G. D'Annunzio di Chieti

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