Amore e desiderio dopo i 45: va meglio o va peggio?

27 Febbraio 2020
MENOPAUSA
coppia innamorata over 45

San Valentino appena passato ha richiamato per molti la voglia di una serata a due, magari con un finale appassionato. Ma non sempre è cosi: molte donne confessano di essersi accorte di aver perso interesse per il sesso. C’è da preoccuparsi?

Qualcuna confessa di non essersi mai sentita così piena di desiderio, così a suo agio con il partner e così attiva nei rapporti intimi. Altre osservano con viso sbigottito: davvero?!
Sui social network, nei gruppi dedicati alla menopausa, è un continuo scambiarsi informazioni e sensazioni sulla vita intima, su quanto sia meglio per alcune, e peggio per altre. Molte altre, si direbbe dalle reazioni.

Forse è anche la tua situazione: hai meno voglia di stare con il tuo partner e tra te e te hai iniziato a pensare che forse il sesso è una questione che non ti interessa più. Se non riesci a cambiare idea neanche quando San Valentino ha creato l’occasione per una serata a due, c’è da preoccuparsi? Non del tutto, perché è normale che il desiderio venga influenzato dall’approssimarsi della menopausa.

Quando è meglio: più libera e meno focalizzata sulla performance

Fino a una certa età la voglia di mostrare e dimostrare chissà cosa al partner la faceva da padrona: una certa insicurezza, poca confidenza con il proprio corpo e con quello del partner, qualche timore di non fare bene e – spesso – un’unica preoccupazione: raggiungere il piacere.

Le donne che dopo i 45 anni riescono a mantenere una vita intima attiva e piacevole anche in un rapporto di lunga durata, sono quelle che riescono a cambiare il proprio atteggiamento nei confronti del sesso insieme al proprio corpo. Più mature, anche sotto le lenzuola, più sicure di sé, più consapevoli di ciò che piace davvero e di cosa chiedere al partner senza timore.

E poi sicuramente una predisposizione soggettiva che favorisce un atteggiamento favorevole nei confronti dell’intimità.
Per molte donne, dunque, sì: può essere meglio. E molto dipende dalla psiche.

Calo del desiderio in premenopausa: perché può essere normale

Gli anni che precedono la menopausa, quelli in cui l’organismo inizia il lento e graduale percorso di trasformazione che condurrà alla fine dell’età fertile, possono essere più faticosi sia per il fisico che per la psiche di una donna. Dietro questo “sforzo” ci sono i cambiamenti ormonali, naturali e fisiologici in questa fase. Le variazioni nella produzione di ormoni, infatti, da una parte possono influenzare l’umore e gli stati d’animo, dall’altra causare disagi e fastidi (spesso anche di natura intima).

Si tratta in entrambi i casi di condizioni che finiscono per rendere più difficile l’idea di un rapporto intimo o per timore di non essere “in forma” per affrontare l’amore, di non sentirsi a posto, o per reali disagi che possono provocare dolore, perdite, irritazioni.

Questa problematica è molto comune man mano che ci si avvicina alla perimenopausa, ovvero la fase a cavallo della menopausa (un po’ prima e un po’ dopo) in cui si evidenziano le caratteristiche endocrinologiche, biologiche e cliniche dell’approssimarsi della fine dell’età fertile.

Eppure di calo del desiderio si parla ancora poco, per vergogna e per imbarazzo da parte delle donne, che lo vivono con sensi di colpa e di inadeguatezza. Il risultato è quello di acuire preoccupazioni e angosce, ma anche di mettere a repentaglio il rapporto di coppia. Basterebbe poco, invece, per stare meglio e ritrovare la serenità anche nella sfera intima: una semplice visita dal ginecologo.

Calo del desiderio in perimenopausa: il ruolo degli ormoni su corpo e mente

I cambiamenti ormonali che iniziano a manifestarsi nella perimenopausa possono determinare una serie di disturbi capaci di concorrere, insieme tra loro, a far svanire la voglia di intimità. Ecco cosa succede nello specifico.

I livelli di progesterone iniziano a diminuire e quelli di estrogeni si fanno altalenanti. Questi ultimi, in particolare, sono gli ormoni femminili che stimolano il comportamento sessuale della donna.  Poiché le alterazioni ormonali si ripercuotono, con effetti diversi, tanto sul corpo quanto sulla mente, e il calo del desiderio ha una doppia origine, fisica e mentale, è presto detto perché un calo nella produzione di ormoni può allontanare la voglia di intimità.

I principali fastidi causati dagli ormoni “ballerini”, che possono anche minare il desiderio, sono:

  • Irregolarità nel ciclo mestruale: è il più frequente tra i disturbi della premenopausa, conseguenza degli squilibri nei livelli di ormoni.
  • Perdite tra un ciclo e l’altro: in questa fase di passaggio dalla vita fertile a quella non più fertile i sanguinamenti possono essere normali, anche se in ogni caso vanno sempre riportati al ginecologo. Ciò che è certo è che le perdite sono fastidiose (e a volte possono portare persino preoccupazione ) e anche questa condizione concorre a volere il partner lontano, più che vicino.
  • Disturbi intimi: il calo nella produzione di ormoni modifica l’ambiente vaginale aumentando il rischio di fastidi intimi, bruciori, pruriti e infezioni. A questo argomento dedichiamo, di seguito, un intero paragrafo.
  • Disturbi dell’umore: fin qui abbiamo elencato le conseguenze del “calo” ormonale sul corpo ma, come saprai, estrogeni e progesterone sono implicati nel corretto funzionamento di tanti organi, tra cui il cervello, e quindi hanno ripercussioni anche sulla psiche. Una ridotta produzione ormonale, a questo proposito, può influenzare il tono dell’umore fino a provocare stati di ansia e tristezza che, nei casi più gravi, possono sfociare in depressione. E, si sa, se non stai bene con te stessa, non puoi di sicuro avere slancio verso il tuo partner.

Calo del desiderio in perimenopausa: quando la colpa è dei fastidi intimi

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I cambiamenti ormonali che iniziano a manifestarsi in perimenopausa modificano l’ambiente vaginale (e il suo pH che diventa sempre più neutro) determinando una serie di cambiamenti intimi tra cui, il più tipico e più fastidioso, è la secchezza vaginale.

Meno lubrificate a causa della carenza ormonale, infatti, le pareti vaginali diventano secche e asciutte, di conseguenza fragili. Una condizione che “predispone”, in maniera del tutto naturale, al dolore durante i rapporti (dispareunia).

Le modifiche all’ecosistema vaginale possono anche favorire lo sviluppo di batteri e aumentare il rischio di contrarre infezioni. Le più comuni sono la vaginite batterica, la cistite e la candida.

In questo quadro va segnalato che alcuni dei fastidi intimi sin qui elencati potrebbero anche essere il sintomo spia di una vera e propria patologia, l’Atrofia Vulvo Vaginale che interessa perlopiù donne in post-menopausa, ma che può manifestarsi sin da prima con segnali da non trascurare. In questo caso, il calo del desiderio sarebbe imputabile a una vera e propria disfunzione, progressiva e cronica, che se non opportunamente trattata potrebbe realmente rendere impossibile avere rapporti intimi.

Calo del desiderio in premenopausa: quando la “colpa” è di stanchezza e insonnia

Abbiamo detto sopra che gli ormoni possono influenzare anche il tono dell’umore e il comportamento e che uno squilibrio tra i livelli di estrogeni e progesterone può determinare sbalzi d’umore, nervosismo e irritabilità. Si tratta di stati d’animo tutt’altro che amici di un rapporto di coppia felice, che posso persino acuirsi quando la premenopausa determina anche una condizione fisica di stanchezza cronica e astenia.

Si sa, la mancanza di energia e di vitalità è un killer per il desiderio. A contribuire a un disinteresse verso l’intimità, poi, possono subentrare anche i disturbi del sonno, che in questa fase possono avere una duplice causa:

  1. le sudorazioni notturne, cioè delle intense vampate di calore che costringono a risvegli frequenti, e spesso anche ad alzarsi di notte per rinfrescarsi, con il solo risultato di impedire di riposare bene
  2. l’insonnia vera e propria e cioè la difficoltà ad addormentarsi e a mantenere un sonno continuo e rigenerante durante la notte, che può determinare apatia, sonnolenza diurna e, in generale, poca voglia di fare. Oltre ciò l’insonnia può aumentare il senso di ansia o depressione peggiorando il quadro psicologico.

Quando i disturbi della perimenopausa si fanno sentire c’è una soluzione

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Calo del desiderio in premenopausa: cosa fare

Se fino ad adesso non ti sei rivolta al ginecologo (dal quale sarebbe buona norma farsi seguire periodicamente), non perdere altro tempo. Metti da parte la vergogna e l’imbarazzo e consulta lo specialista (magari in compagnia del tuo partner in modo da renderlo partecipe del tuo disagio) spiegando quali sono i motivi che ti hanno fatto perdere interesse per l’amore, anche se non hai perso interesse per il tuo rapporto a due.

C’è molto che si può fare per tenere a bada i piccoli e grandi disturbi responsabili del tuo calo del desiderio ma il primo passo spetta a te.

 

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