Cicli anovulatori: cosa sono?

1 Ottobre 2019
MENOPAUSA
mestruazioni ciclo anovulatorio

È anovulatorio un ciclo che si verifica senza segni di ovulazione fra una mestruazione e l’altra, una condizione molto frequente in premenopausa. Ecco come riconoscere un ciclo anovulatorio e quali sono le sue conseguenze.

Cicli anovulatori, cosa sono

Le mestruazioni arrivano (più o meno puntuali) come sempre, ma a metà del ciclo mensile non hai notato i segnali evidenti dell’ovulazione: quello che si verifica è, tecnicamente, un ciclo anovulatorio.

Spesso non puoi accorgerti di ciò, ma un esame può rilevarlo.

Generalmente intorno al 14esimo giorno di ciclo si verifica l’ovulazione e cioè le tue ovaie rilasciano un ovulo pronto ad essere fecondato. A volte invece non succede niente: le mestruazioni tornano regolarmente, l’endometrio si prepara come sempre, ma l’ovulo non viene rilasciato.

Avere 2 o 3 cicli anovulatori durante l’anno può essere normale anche durante la vita fertile per effetto di alterazioni ormonali dovute a stress, terapie farmacologiche (la causa può essere anche l’interruzione della pillola anticoncezionale), fattori psicologici e ambientali.

Ma se i cicli anovulatori sono ripetuti vale la pena indagarne la natura. Soprattutto se pensi di notare sul tuo corpo e sulla tua psiche le prime avvisaglie della perimenopausa.

Cicli anovulatori: quali sono le cause

Dopo i 40 anni i cicli anovulatori sono più frequenti perché c’è un fisiologico e progressivo calo della fertilità.

Tuttavia ridurre la questione alla menopausa in arrivo, solo perché contestualmente si avvertono alcuni disturbi tipici della perimenopausa, è un errore grossolano.

Ogni variazione nel ciclo mestruale va riportata al ginecologo, l’unico che possa stabilirne le cause. Dietro ripetuti cicli anovulatori, infatti, potrebbero nascondersi disfunzioni ovariche o della tiroide.

Cicli anovulatori: quali sono le conseguenze

La prima conseguenza di un ciclo anovulatorio è una mestruazione molto abbondante per flusso e durata (in questo caso si parla di menorragia).

All’ovulazione, infatti, è legata la produzione di progesterone: la mancanza della prima implica generalmente la mancanza del secondo, deputato a “stabilizzare” l’endometrio permettendone una facile espulsione.

In assenza di ovulazione lo sfaldamento dell’endometrio è irregolare e questo comporta un’abbondante perdita di sangue.

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I cicli anovulatori, però, possono anche verificarsi quando il ciclo non è già più regolare. Questi “sbalzi” possono essere confusi con quelli tipici della perimenopausa, in cui la mutata produzione di estrogeni e progesterone può facilmente determinare questo “balletto”.

Il rischio di fare confusione tra le due questioni è alto e lo è ancora di più in presenza delle cosiddette false mestruazioni: perdite ematiche che non sono causate dal fisiologico sfaldamento dell’endometrio ma da sporadici sanguinamenti, della durata di 2 o 3 giorni (in genere non di più), che si verificano “fuori calendario”.

Anche in questo caso è fondamentale rivolgersi al ginecologo..

Come accorgersi che un ciclo è anovulatorio

Ci sono donne abituate a distinguere chiaramente ogni mese i segnali dell’ovulazione in atto: dolore al seno, tensione al basso ventre, produzione di muco cervicale più liquido e acquoso (cosiddetto “a chiara d’uovo”), leggero rialzo della temperatura.

Ma non è cosi per tutte. Per alcune, infatti, questi segnali possono essere più o meno percettibili, tanto da rendere necessario per chi cerca una gravidanza l’utilizzo degli stick che rilevano la concentrazione degli ormoni coinvolti nell’ovulazione (l’estradiolo e l’LH).

Questo può essere il caso anche di chi comincia a fare i conti con le irregolarità mestruali della perimenopausa.

In proposito, sgombriamo il campo da un equivoco molto comune: se l’ovulazione non avviene non è detto che non arrivino neppure le mestruazioni; viceversa, l’arrivo delle mestruazioni non conferma automaticamente che l’ovulazione sia avvenuta.

Cicli anovulatori in perimenopausa

In perimenopausa i livelli ormonali iniziano a non essere più fissi e questo può determinare alterazioni nella regolarità o nelle caratteristiche del ciclo. Così possono verificarsi:

  • cicli più lunghi dei canonici 28, anche ogni 40 giorni (oligomenorrea)
  • cicli più corti dei tradizionali 28, anche ogni 20-22 giorni (polimenorrea)
  • flussi particolarmente scarsi o abbondanti
  • cicli dolorosi, con una sindrome premestruale particolarmente accentuata
  • cicli anovulatori, che confermano il rapido calo della fertilità legato all’approssimarsi della fine dell’età fertile.

Come verificare un ciclo anovulatorio

Quando si sospetta di cicli anovulatori dopo i 40-42 anni, per sapere se sono imputabili alla perimenopausa è sufficiente sottoporsi ad un prelievo di sangue per rilevare i dosaggi ormonali.

In tutti i casi che abbiamo elencato, invece, è utile tenere un diario del ciclo mestruale per notare (e far valutare dal medico) le sue variazioni, in modo da prevedere l’arrivo della menopausa.

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