Tutti i sì e i no dell’abbronzatura dopo i 45 anni

2nd of July 2018
MENOPAUSA
abbronzatura dopo i 50 fa bene o male

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo e sembra tenere il conto del tempo che passa, visibilmente. Così come da bambini ci sono delle attenzioni da porre quando si prende il sole, anche da adulte occorre proteggersi adeguatamente per evitare macchie, ritardare le rughe più profonde e altre problematiche che l’esposizione ai raggi UVA e UVB possono comportare.

Se in passato uomini e donne appartenenti ai ceti sociali più abbienti rifuggivano la tintarella come fosse la peste per non essere associati in alcun modo al lavoro nei campi, l’imperativo della contemporaneità sembra essere riassunto in 3 parole: olio, muscoli e abbronzatura.

Fino all’inizio del 1900, infatti, il candore della pelle era considerato non solo il simbolo inequivocabile di nobiltà, ma anche uno stereotipo della bellezza femminile, come veniva concepita al tempo. Nello stesso periodo, però il premio Nobel per la medicina fu assegnato a Niels Ryben Finsen per aver scoperto i benefici della fototerapia, ovvero l’uso della luce, nel trattamento di alcune malattie infettive, come lupus e rachitismo, causate da una mancanza di vitamina D che non veniva assorbita a causa della non esposizione al sole. Nello stesso periodo, iniziava quella epocale trasformazione che vedeva l’abbandono dei campi per il lavoro in fabbrica, per cui l’associazione pelle scura-lavoro nei campi cadde lentamente nell’oblio e la “cura del sole” cominciava ormai ad essere prescritta per le più svariate condizioni mediche.

Tuttavia, è stata la magnifica Coco Chanel a lanciare questa tendenza, negli anni Venti, di ritorno da una vacanza in Costa Smeralda con una ostentata pelle abbronzata, subito imitata dalle sue più famose clienti. Il trend è stato poi consolidato dalla televisione a colori, negli anni Trenta, che consacrò la bellezza delle donne abbronzate. Con il tempo, insomma l’abbronzatura è finita con il diventare uno status, che distingueva chi poteva permettersi vacanze al mare o in montagna esclusive, magari fuori stagione.

Come accade per tutte le tendenze che hanno fatto storia, il potere dell’abbronzatura è stato recentemente messo in discussione. Ma quello che è più importante è che, al di là del valore estetico, la discussione sull’abbronzatura ha finalmente fatto spazio ad aspetti più interessanti, come i suoi effetti benefici e negativi sulla salute. Un discorso che si fa inevitabilmente più delicato sei hai passato i 45, se ti stai avvicinando alla menopausa, se la stai vivendo o se è già alle tue spalle. Perché? Perché con la menopausa, la compattezza e la densità del derma, lo strato più profondo della pelle, si riducono e vi è una perdita dell’elasticità, accompagnata da una maggiore secchezza, che richiedono una maggiore cura e attenzione, soprattutto in estate, periodo in cui vi è per tutte una maggiore esposizione al sole.

Per cui, che tu sia un amante della tintarella o meno, è bene che tu sappia quali sono i pro e contro dell’abbronzatura dopo i 45 anni, perché mai come in questo caso la virtù sta nel mezzo.

5 PRO dell’abbronzatura in menopausa

 

Primi disagi della menopausa?

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  1. #1 La luce solare aiuta nella prevenzione del cancro

Alcune importanti connessioni fra la carenza di vitamina D e il cancro sono state identificate, in seguito alla scoperta che l’incidenza di tumore al colon risulta essere tre volte superiore alla media nella città di New York rispetto al Messico.

  1. #2 Il sole migliora l’umore ed è un antidepressivo naturale

Una giornata di sole non solo fa bene all’umore, ma sembra agisca come antidepressivo naturale nel cervello. Uno studio ha infatti dimostrato che il cervello produce serotonina, responsabile del benessere, maggiormente nei giorni di sole che nelle giornate uggiose. Per questo motivo, soprattutto quando il tono dell’umore è  in discesa a causa dei cambiamenti ormonali, una bella iniezione di sole contribuisce a riaccendere il sorriso.

  1. #3 Il sole fornisce una terapia naturale per alcune importanti patologie

La psoriasi, innanzitutto, e moltissime altre malattie della pelle, quali vitiligine, acne ed eczemi, ma non solo. Sembra, infatti, che l’elioterapia possa essere efficace in caso di problematiche relative a ossa e articolazioni, come rachitismo, reumatismi, osteoporosi e artrosi (le donne in menopausa sono a più alto rischio di osteoporosi), ma anche in caso di asma e anemia.

  1. #4 La luce solare abbassa la pressione alta e riduce il rischio di malattie cardiache

La ricerca ha dimostrato che, durante l’esposizione al sole, viene rilasciato nel sangue ossido nitrico (NO), un composto che aiuta a proteggere il sistema cardiovascolare, riducendo il rischio di infarto e ictus. I raggi UVB, inoltre, sono in grado di abbassare la pressione dilatando i vasi sanguigni e alti livelli di vitamina D, la cui produzione è stimolata dal sole, sono correlati, tra le altre cose, ad una minore incidenza di malattie cardiovascolari.

  1. #5 Il sole aiuta a dormire meglio

Studi recenti hanno concluso che l’esposizione alla luce naturale durante il giorno permette di dormire meglio la notte, incidendo sul metabolismo e favorendo la regolazione del ritmo sonno-veglia, attraverso la produzione dei maggiori neurotrasmettitori coinvolti in questo meccanismo. Va da sé che una migliore qualità del sonno aiuta a sentirsi più energici e attivi durante la giornata. Questo è molto importante, soprattutto durante la menopausa, periodo in cui molte donne fanno fatica a preservare la qualità del sonno.

5 CONTRO dell’abbronzatura in menopausa

  1. #1 Il sole accelera l’invecchiamento cutaneo

Il processo di “invecchiamento” cutaneo è certamente del tutto naturale, ma gli studi hanno confermato che l’esposizione a fattori ambientali, in special modo il sole, svolge un ruolo determinante in questo senso. Tale ruolo ha un nome ben preciso: fotoinvecchiamento, per cui evitare la sovraesposizione è una regola che non puoi trasgredire se vuoi mantenere un aspetto giovane e sano. Ricorda che esporsi al sole senza protezione è una pratica da evitare, anche se hai una pelle scura che si abbronza facilmente. Utilizza un fattore di protezione alto, potrai godere di una tintarella più moderata ma conserverai la salute della cute.

  1. #2 La sovraesposizione provoca scottature ed eritemi solari

Inutile dire che, a prescindere dalla tua età, se non preso con moderazione, il sole può provocare scottature ed eritemi solari che non sono solo fastidiosi da gestire sul momento, ma possono provocare danni a lungo termine, primo tra tutti, il tumore della pelle, in tutte le sue più svariate forme. Dopo i 50 anni, inoltre, avvengono mutazioni nel DNA delle cellule, ecco perché, oltre questa soglia, il rischio di tumore cutaneo aumenta.

  1. #3 Il sole favorisce l’insorgenza di macchie e discromie

L’azione combinata di sole e ormoni mette letteralmente in ginocchio la nostra pelle, che in menopausa diventa più sottile e secca. Non avendo più la tonicità di una volta, la cute fa fatica a difendersi dalle aggressioni ambientali, in particolar modo dai raggi UV. L’esposizione al sole può favorire la comparsa di macchie chiare o scure, cheratosi, nei.

  1. #4 Fotosensibilizzazione

Sembra che le reazioni di fotosensibilizzazione, ovvero una reazione di tipo simil-allergico all’esposizione ai raggi UV, stiano divenendo sempre più frequenti e non solo d’estate, colpa della troppa esposizione al sole e/o a lampade abbronzanti, ma anche delle sostanze fotosensibilizzanti che si trovano in farmaci o tra i componenti di alcuni prodotti cosmetici.

  1. #5 Il sole può causare l’insorgenza dei tumori della pelle

Il sole va preso con moderazione, non solo se si hanno molti nei e soprattutto dopo una certa età, quando il rischio di melanoma e altre forme di tumori cutanei aumenta in seguito a mutazioni del DNA delle cellule. Per questo, anche se la produzione di vitamina D stimolata dal sole aiuta a prevenire determinati tumori, i medici raccomandano cautela e le campagne di prevenzione si sono moltiplicate negli anni.

Che fare se non riesci a vederti in versione “pallido Ottocento”

Basta tenere a mente alcuni piccoli accorgimenti:

  • Evita di esporti al sole nelle ore più calde e per troppe ore consecutivamente (ma questo vale per tutti)
  • Utilizza dei solari con un fattore di protezione ai raggi UVA e UVB adeguato e privi di sostanze fotosensibilizzanti. Anche se hai la pelle scura, se hai superato i 45 è meglio scegliere un filtro medio-alto (30/50).
  • Idrata spesso la pelle, soprattutto in estate, quando l’esposizione al sole avviene anche con una semplice passeggiata, e prima di dormire. Basta una crema idratante semplice, ma occhio che non ci siano sostanze fotosensibilizzanti.
  • Bevi molta acqua, perché anche questo favorisce l’idratazione della cute.
  • Proteggi i capelli con dei prodotti specifici se vuoi preservare la tua chioma a lungo e in salute.

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