Non solo presbiopia. Come evolvono i problemi di vista dopo i 40 anni

Miopia, ipermetropia, astigmatismo: se porti gli occhiali da tempo per uno di questi problemi aspettati dei cambiamenti nei prossimi anni. Ecco cosa può accadere.

Con il passare del tempo, il corpo delle donne subisce naturalmente una serie di cambiamenti e la vista non fa eccezione. Superati i 40 anni, anche chi ha goduto di una vista perfetta potrebbe iniziare a notare dei piccoli cambiamenti. Se invece porti già gli occhiali per miopia o astigmatismo oppure sai di essere ipermetrope, preparati a vivere nuove… sfide visive!

Uno degli eventi più comuni che si manifesta a partire dai 40 anni è l’insorgenza della presbiopia, una condizione che riguarda la difficoltà di focalizzare gli oggetti da vicino. Questo disturbo di solito si aggiunge a eventuali problemi di vista preesistenti, creando una maggiore complessità nella correzione che richiede un aggiornamento della prescrizione degli occhiali o delle lenti a contatto.

Presbiopia, uno dei problemi più comuni dell’occhio dopo i 40 anni

La presbiopia è essenzialmente una conseguenza naturale dell’invecchiamento dell’occhio, specificatamente del cristallino, che perde elasticità e non riesce più a mettere a fuoco in modo efficiente gli oggetti vicini. Per questo motivo la presbiopia è un problema della vista totalmente diverso dagli altri che possono sorgere già in età infantile e che sono difetti di refrazione (o ametropie).

La conseguenza più immediata, e anche quella per la quale molte persone si accorgono che l’occhio non è più efficiente come un tempo, è che per leggere un libro, utilizzare uno smartphone o fare qualsiasi altra attività che richieda una buona visione da vicino bisogna allontanare ciò che si guarda.

Molte persone decidono di andare dall’oculista “quando finisce il braccio”, cioè quando non è più possibile allontanare e vedere senza occhiali, mangiare, leggere o telefonare. Ma sottoporsi a visite regolari dopo una certa età può essere una buona prassi per evitare disagi quotidiani via, via maggiori.

La tecnologia nel campo dell’oftalmologia è avanzata a tal punto che oggi esistono diverse soluzioni efficaci per gestire questi cambiamenti: lenti a contatto progressive, occhiali multifocali e persino la chirurgia in alcuni casi specifici. L’importante è monitorare attentamente l’evoluzione della propria vista, soprattutto dopo i 40 anni, e consultare un oculista per discutere delle opzioni di correzione più giuste per te.

Cos’è la presbiopia e perché si diventa presbiti?

La presbiopia è una condizione visiva che inizia tipicamente intorno ai 40 anni e riguarda sia gli uomini che le donne.

Questo difetto visivo è principalmente il risultato del naturale processo di invecchiamento del corpo umano, in particolare del cristallino, la lente naturale dell’occhio, che perde acqua e con essa la sua elasticità, rendendo più difficile la messa a fuoco rapida e precisa che è richiesta per vedere bene da vicino. In sostanza l’occhio perde la capacità di “aggiustare” la messa a fuoco: inizialmente mettere a fuoco diventa solo più difficile o più lento, poi – quando il difetto visivo prende il sopravvento – diventa impossibile senza occhiali.

Questo fenomeno è praticamente inevitabile e rappresenta una delle numerose modifiche fisiologiche associate all’avanzare dell’età anche se non sembra avere una diretta connessione con i cambiamenti ormonali che avvengono in perimenopausa e menopausa. Detto ciò, quindi, l’unico consiglio sensato è andare da un oculista nel momento in cui si manifestano i primi problemi: una visita di routine ti aiuterà a trovare la soluzione migliore per te e per il tuo stile di vita.

È vero che la miopia migliora con l’età?

Tra le credenze comuni riguardanti la salute oculare, una delle più diffuse è l’idea che la miopia possa migliorare con l’avanzare dell’età ma non è esattamente vero.

La progressione della miopia è un processo influenzato da molti fattori tra i quali la genetica è tra i principali. Di solito, la miopia inizia a manifestarsi nell’infanzia o nell’adolescenza e può continuare a peggiorare fino ai primi anni dell’età adulta. Poi la progressione si stabilizza (nella maggior parte dei casi) dopo i 20 anni, e questo potrebbe essere interpretato come un “miglioramento” della condizione, anche se in realtà non è così.

Il fenomeno più interessante, però, si verifica quando una persona miope inizia a sviluppare la presbiopia e quindi ad avere difficoltà a mettere a fuoco oggetti vicini. La presbiopia può inizialmente “bilanciare” la miopia permettendo al soggetto di leggere o svolgere altre attività ravvicinate senza l’uso di lenti correttive: è tipico del miope over40 togliere gli occhiali per leggere! Questo potrebbe dare l’illusione di un miglioramento della miopia, ma in realtà, si tratta di due disturbi distinti che si sovrappongono.

Non solo presbiopia dopo i 40 anni: occhi rossi, occhi secchi, fotosensibilità

Mentre la presbiopia è una delle problematiche più conosciute che si manifestano con l’avanzare dell’età, non è l’unico disagio che può colpire la salute oculare dopo i 40 anni.

Le donne in particolare, come conseguenza delle alterazioni ormonali che normalmente sopravvengono tra i 42 e i 52 anni, potrebbero sperimentare altri disturbi degli occhi che vanno di solito a complicare la qualità della visione e del benessere generale. Tra questi, occhi rossi, occhi secchi e fotosensibilità sono molto comuni ma altrettanto trascurati e meritano una particolare attenzione.

Occhi rossi

Gli occhi rossi possono essere il risultato di una varietà di fattori, tra cui irritazioni, allergie o infezioni. Con l’età, la vulnerabilità dell’occhio a tali fattori può aumentare, rendendo più probabile l’insorgenza di arrossamenti. Inoltre, le alterazioni ormonali che avvengono con l’invecchiamento possono influire sulla salute degli occhi, contribuendo all’irritazione.

Occhi secchi

Gli occhi secchi sono una problematica particolarmente frequente tra le donne in menopausa. La secchezza oculare è spesso legata a una diminuzione della produzione di lacrime che richiama i problemi di secchezza tipici in menopausa. Questa condizione può portare a disagio, bruciore e visione offuscata, oltre a rendere davvero fastidioso l’uso delle lenti a contatto.

Moltissime persone provano a lenire la sensazione di occhio secco con l’uso di lacrime artificiali: il sollievo in questo caso è immediato ma non risolutivo del problema. Una visita dall’oculista può aiutare ma anche il ginecologo potrebbe suggerire soluzioni più specifiche per compensare gli squilibri ormonali e ridurre così anche la sintomatologia dell’occhio secco.  

Fotosensibilità e fotofobia dopo i 40 anni

La fotosensibilità, o sensibilità alla luce, è un altro sintomo che può diventare più pronunciato con l’età. Questa condizione può essere aggravata da alcune patologie o da condizioni preesistenti. La fotosensibilità può rendere scomode o addirittura dolorose attività quotidiane come la guida o la permanenza all’aperto in giornate soleggiate.

Queste condizioni, insieme alla presbiopia, sono altrettanto importanti e possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita dopo i 40 anni. È fondamentale consultare un oculista per una diagnosi accurata e per elaborare un piano di trattamento mirato.

L’interconnessione tra problemi oculari e cambiamenti ormonali dopo i 40

I cambiamenti nella salute oculare che spesso si verificano dopo i 40 anni non possono essere isolati dal contesto più ampio delle trasformazioni ormonali e fisiche che caratterizzano questa fase della vita. La presbiopia, in particolare, è un fenomeno comune che può complicare ulteriormente preesistenti problemi di vista come la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo. Tuttavia, la presbiopia è solo una delle diverse problematiche oculari che potrebbero manifestarsi con l’avanzare dell’età; occhi rossi, occhi secchi e fotosensibilità sono tutti sintomi che potrebbero comparire o peggiorare in questa fase.

I cambiamenti ormonali che si verificano intorno ai 40 anni, in particolare nelle donne che entrano nella fase della perimenopausa, possono avere un impatto diretto sulla salute oculare. Vampate, irritabilità e insonnia, che sono sintomi comuni di squilibrio ormonale, possono trovare origine dalle medesime problematiche che generano disagi come  occhi secchi, arrossati o fotosensibili.

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Medico chirurgo, specializzato in ostetricia e ginecologia

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano

Dottore in scienze motorie

PhD, docente presso Università Ecampus e Università G. D'Annunzio di Chieti

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