Perimenopausa e tumore dell’ovaio, informazioni e statistiche

4 Novembre 2019
MENOPAUSA
donna pianifica i controlli medici da fare

La maggior parte dei tumori dell’ovaio si manifesta dopo la menopausa. Ecco cosa dice la scienza e quali possono essere  i primissimi segnali che ti dicono che dovresti fare un controllo.

In Italia le diagnosi di tumore dell’ovaio sono oltre 5mila ogni anno (fonte Registro Tumori). Si tratta di una malattia particolarmente subdola per la quale è ancora difficile una diagnosi precoce. Per questo motivo il tumore dell’ovaio, uno tra i più aggressivi tumori ginecologici, è la quarta causa di decessi per cancro tra le donne sotto i 50 anni e la quinta tra le over 50 (fonte Fondazione Veronesi).

Il tumore dell’ovaio è più frequente nelle donne di età compresa tra i 50 ed i 69 anni, quindi in perimenopausa e menopausa.

Perché? Qual è la correlazione tra lo sviluppo di questa neoplasia e la fine dell’età fertile? E quali sono i primi sintomi del tumore dell’ovaio che dovrebbero indurre a sottoporsi a controlli?

per tutelare la tua salute la prevenzione può essere un arma potentissima, è importante quindi  sottoporsi  a visite ed esami periodici.

Tumore dell’ovaio e menopausa: perché il rischio aumenta

Le mutate condizioni ormonali (fisiologiche in menopausa, quando l’attività ovarica cessa e le dimensioni dell’ovaio si riducono) sono le prime imputate per l’aumento del rischio  di tumore dell’ovaio. Questo non significa, però, che la patologia non possa interessare (sebbene in casi più rari) anche donne in giovane età, per le quali si potrebbe rendere necessario il ricorso alla menopausa indotta.

In particolare, ad essere messi “sotto accusa” sono gli estrogeni (i cui valori crollano in menopausa).

La loro produzione è legata alla lunghezza del periodo ovulatorio: una menopausa tardiva aumenterebbe il rischio di contrarre un tumore dell’ovaio proprio perché, al fine di  garantire un prolungato periodo ovulatorio, i livelli di estrogeni si manterrebbero alti nell’organismo femminile per un maggior numero di anni.

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In questo senso, costituisce un fattore di rischio anche la comparsa precoce delle mestruazioni, che di fatto anticipa l’inizio del lungo periodo di attività delle ovaie nella vita di una donna. Sembra, invece, acclarato il ruolo protettivo, in questo genere di neoplasia, dell’allattamento al seno e dell’assunzione prolungata della pillola anticoncezionale.

A contare parecchio, tra i fattori di rischio, ci sono anche le predisposizioni genetiche: il 7 -10% dei casi di tumore dell’ovaio è imputabile a fattori ereditari (fonte National Cancer Institute). Per questo motivo, in presenza di una storia di questa malattia in famiglia, è fondamentale sottoporsi a screening periodici.

Quali sono i sintomi del tumore dell’ovaio

Il tumore dell’ovaio è generalmente asintomatico nella fase in cui le cellule dell’organo iniziano la loro proliferazione incontrollata, che è quella che dà origine alla malattia.

Questo fa sì che nel momento in cui la neoplasia viene diagnosticato il 75% delle volte è già in fase avanzata.

I primi sintomi del tumore dell’ovaio, quelli che dovrebbero far scattare il campanello d’allarme, sono piuttosto generici o comunque facilmente confondibili con fastidi di natura diversa:

È fondamentale sottolineare che i sintomi possono variare da donna a donna e che non è possibile generalizzare.

Quelli sopra elencati sono soltanto alcuni dei segnali più diffusi ma non è detto che due o più condizioni di quelle citate siano sufficienti per diagnosticare un tumore dell’ovaio..

Tumore dell’ovaio, a quali controlli è bene sottoporsi dopo i 50 anni

Nel caso del tumore ovarico non esistono strumenti di prevenzione ad hoc come il pap-test per il tumore dell’utero o la mammografia per il tumore al seno.

Il primo controllo utile nella diagnosi del tumore dell’ovaio è una banale ecografia pelvica o transvaginale. Un esame semplice e indolore che ogni donna dovrebbe eseguire periodicamente per tutta la sua vita fertile (e non solo). Anche l’annuale visita di controllo dal ginecologo, con la palpazione dell’ovaio, può essere un valido strumento di diagnosi precoce.

Ricorda: la prevenzione è fatta di semplici e frequenti controlli che, se eseguiti annualmente (o con cadenza diversa secondo le valutazioni dello specialista per ogni singolo caso), possono fare la differenza. Pensare di poter sospendere le visite dal ginecologo perché sei prossima alla menopausa è quanto di più sbagliato tu possa fare a scapito della tua salute.

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