Quali sono gli esami medici di controllo da fare dopo i 45 anni?

10 Settembre 2018
MENOPAUSA
Donna programma gli esami sull'agenda

L’autunno è un momento di rientro alle attività ed è perfetto per pianificare con tranquillità. Un momento buono anche per fare un punto sulla prevenzione con un calendario di esami da fare quando la menopausa è alle porte.

È tempo di tornare gradualmente alla normale routine di tutti i giorni, alle sane abitudini alimentari e a prenderti cura di te stessa e del tuo corpo, specialmente se sei vicina o stai vivendo il delicato momento della menopausa. L’autunno è anche la stagione della prevenzione, un momento importantissimo della vita di ogni donna e specialmente in menopausa.

Infatti, a causa dei numerosi cambiamenti del corpo che possono essere associati alla menopausa, se hai superato i 45 e hai già iniziato a sperimentare i primi disturbi, devi prenderti del tempo per verificare con l’aiuto del tuo medico la tua salute generale. La prevenzione, infatti, è una potente arma che abbiamo a disposizione per combattere eventuali patologie, più o meno serie, giocando d’anticipo.

Parlarne col tuo medico è importante e può aiutarti a risolvere dubbi, fare chiarezza sull’utilità degli esami e concentrarti sulla tua storia famigliare (anamnesi), in modo da includere nello screening non solo test generici ma anche quelli più mirati in base al rischio al quale potresti essere esposta.

Ci sono, però, degli esami raccomandati sempre alle donne che si avvicinano alla menopausa, chi la sta vivendo e in generale dopo i 50. Vediamo quali sono.

Elenco dei 7 esami da prenotare periodicamente dopo i 45 anni

1.     La mammografia, tomografia ed ecografia mammaria

In generale, una donna dovrebbe sottoporsi ad una prima mammografia di screening tra i 40 e i 50 anni, screening che dovrebbe essere effettuato regolarmente ogni due anni una volta superati i 50. Le raccomandazioni potrebbero cambiare e i controlli intensificarsi se nella famiglia di origine ci sono o ci sono stati dei casi di tumore al seno.

Questo esame permette di identificare i tumori al seno in anticipo, prima che progrediscano e si diffondano. Nelle donne di età compresa tra 50 e 69 anni, le mammografie hanno ridotto il rischio di carcinoma mammario avanzato di circa il 20%, secondo uno studio pubblicato nel 2016 dalla rivista Annals of Internal Medicine.

Insieme alla mammografia, molte cliniche eseguono contestualmente anche una tomografia, ovvero un altro tipo di indagine radiologica che permette di esaminare le ghiandole mammarie in tutti gli strati. Molto frequente è anche la richiesta di una ecografia mammaria, che permette di esaminare il seno in modo ancor più approfondito, andando a indagare eventuali densità rilevate nella mammografia/tomografia.

2.     La densitometria ossea

La salute delle ossa per le donne è particolarmente colpita dopo la menopausa, causa dei comuni cambiamenti che si registrano nella densità delle ossa. Si stima che metà delle donne in post-menopausa presentano una frattura correlata all’osteoporosi.

Per questo, la densitometria ossea, solitamente raccomandata intorno ai 65 anni e anticipata in caso di una storia famigliare di osteoporosi o in caso di fratture sospette, aiuterà il medico a stabilire se sono necessari dei cambiamenti nello stile di vita o un trattamento per l’osteoporosi. Se i risultati sono confortati, in genere l’esame non deve essere ripetuto molto presto. In caso contrario, la densitometria aiuterà a stabilire gli effetti di eventuali cambiamenti e terapie sulla salute delle ossa.

3.     Il PAP test o HPV-test

Questo esame è consigliato in genere a tutte le donne di età compresa tra 21 e 65 anni, attraverso campagna di prevenzione che prevedono esami gratuiti entro una determinata fascia d’età. Il Pap test è in grado di rilevare infezioni da papillomavirus o anomalie che possono sviluppare un cancro della cervice o anche individuare delle lesioni precancerose.

Per fare ciò, viene prelevato un piccolo campione di cellule dalla cervice durante un normale esame pelvico. Queste cellule vengono quindi esaminate per identificare eventuali cambiamenti anomali.

Fino a qualche tempo fa, le linee guida raccomandavano di sottoporsi ad un Pap test una volta all’anno (anche a seconda di risultati e stile di vita), ma oggi il Pap test comincia ad essere gradualmente sostituito dall’HPV-test, che aiuta a rilevare in modo più preciso la presenza dell’infezione e, cosa più importante, il ceppo, in base al quale si può determinare la pericolosità dell’eventuale infezione. Il nuovo test può essere eseguito ogni 5 anni.

4.     Colonscopia

In generale, le donne, sopratutto in caso di problemi,dovrebbero sottoporsi ad una prima colonscopia all’età di 50 anni, ma potrebbe essere necessario uno screening precoce in caso di fattori di rischio come una storia familiare di cancro del colon o una storia personale di colite ulcerosa o morbo di Crohn.

Questo esame aiuta a rilevare in anticipo il tumore del colon-retto, migliorando le probabilità di una efficace terapia. È un esame molto importante che ha già impedito il 29-34% degli esiti infausti, secondo uno studio pubblicato nell’aprile del 2017.

Si tratta di un esame invasivo e questo può far paura, ma oggi è piuttosto frequente l’uso della sedazione leggera, che rende la procedura totalmente indolore. In situazioni normali, può essere ripetuto ogni 10 anni.

5.     L’esame del colesterolo

Tutte le donne in menopausa dovrebbero sottoporsi ad un esame ematico che rilevi i livelli di colesterolo.

Una delle principali cause di patologie gravissime dagli esiti fatali è dovuto, nelle donne, a malattie cardiovascolari e sappiamo che i fattori di rischio maggiori per queste patologie sono proprio colesterolo alto, ipertensione e diabete.

Un aumento dei livelli di colesterolo in menopausa potrebbe essere causato dal brusco calo degli estrogeni ed è proprio per questo che questo esame è importante.

Si esegue con un semplice prelievo di sangue che deve essere ripetuto ogni anno o, in base ai risultati, più frequentemente con un’eventuale terapia di supporto e radicali cambiamento nello stile di vita.

6.     Il controllo della pressione arteriosa

Dopo i 50 anni, tutte (e tutti) dovrebbero sottoporsi al controllo periodico della pressione sanguigna.

L’ipertensione arteriosa, infatti, mette a dura prova le pareti dei vasi sanguigni e colpisce il cuore e il cervello, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari. L’ipertensione, ovvero l’aumento stabile dei valori di pressione arteriosa sistolica e diastolica al di sopra di 140 mmHg e 90 mmHg, è una condizione piuttosto frequente nelle donne in menopausa, ma le ragioni non sono ancora del tutto chiare.

Alcuni studiosi ritengono possa essere dovuta al cambiamento dell’assetto ormonale tipico della menopausa, mentre altri ritengono sia correlata all’aumento di peso che si registra, in genere, durante questo periodo. Si tratta comunque di un esame abbastanza semplice veloce e, in caso di valori allarmanti, la pressione può essere monitorata regolarmente anche con dei semplici strumenti pensati per l’uso domestico, che non sono precisi come gli strumenti utilizzati dal medico (il classico sfigmomanometro), ma aiutano comunque a tenere sotto i controllo i valori, soprattutto in caso di cambiamenti nello stile di vita e di eventuali terapie.

7.     Il monitoraggio dei livelli di glicemia nel sangue

Questo esame è consigliato a tutte le donne dopo i 45 anni. Questo perché una maggiore sedentarietà, un aumento di peso o una storia famigliare sono tutti fattori di rischio che possono causare l’insorgenza del diabete, ovvero l’incapacità dell’organismo di produrre insulina, l’ormone che tiene a bada i livelli di zucchero nel sangue.

Il diabete può portare a problemi agli occhi e danni ai vasi sanguigni e aumentare il rischio di infarto, ictus e altri problemi cardiovascolari. Si tratta di un banale prelievo di sangue (a digiuno) che, in assenza di fattori di rischio, può essere ripetuto ogni tre anni. In caso contrario e con risultati al limite, ovvero da tenere sotto controllo più frequentemente, la glicemia può essere misurata anche con degli apparecchi pensati per l’uso domestico, che consentono un monitoraggio continuo e sono in grado di lanciare segnali di allarme se l’insulina dovesse scendere sotto i livelli di guardia.

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