Altro che menopausa! La storia delle carriere più brillanti

10 Gennaio 2020
MANTENERSI IN FORMA
donna in carriera over 50

Alcune delle donne più potenti del pianeta hanno raggiunto l’apice della carriera dopo i 50 anni. Solo in questo momento hanno avuto la maturità professionale e personale per poter davvero dare il massimo. Ecco un piccolo excursus tutto da leggere, con l’invito a non abbattersi mai.

Christine Lagarde è la prima donna nominata alla guida della Banca Centrale Europea. Ha appena passato i 60. Michelle Obama è stata la prima first lady (amatissima) afroamericana d’America proprio negli anni in cui festeggiava i suoi 50 e, ancora, Angela Merkel, 4 volte cancelliera federale della Germania dai 51 agli attuali 65 anni.

Tre donne-simbolo di carriere brillanti decollate una volta passati gli “anta”. Sarà un caso se queste signore hanno sfondato il famoso “soffitto di cristallo” negli anni in cui erano alle prese con il ciclo che faceva i capricci e gli ormoni che si mettevano a riposo?

I successi di queste donne e le storie di tante altre “signore potenti” del pianeta (meno conosciute, forse, ma davvero meritevoli di essere raccontate) dimostrano che menopausa non fa rima con affaticamento e diminuzione delle proprie capacità, anzi. La fine dell’età fertile può rappresentare uno straordinario periodo di crescita e consolidamento sia sul piano personale che su quello lavorativo.

Può essere costellato dai “capricci” del corpo e della mente, ma noi donne dovremmo essere abituate alle fluttuazioni ormonali che fanno sentire i loro effetti sul fisico e sulla psiche: alzi la mano chi non ha mai sofferto almeno un po’ per la sindrome premestruale o per il ciclo stesso.

Se temi che qualche vampata di troppo o qualche fastidio intimo possano essere un ostacolo alle tue giornate o alla tua capacità professionale, mettiti comoda e leggi queste 3 storie.

Susan Wojcicki, capo di Youtube: è la settima donna più potente al mondo

51 anni, nata in California, Susan Wojcicki è la settima donna più potente al mondo (secondo la classifica 2018 di Forbes), con un patrimonio di circa 480 milioni di dollari. Susan è diventata l’amministratore delegato di Youtube a 46 anni, quando la piattaforma web numero uno al mondo che consente la condivisione e visualizzazione in rete di contenuti multimediali stava perdendo terreno rispetto ad altri canali di contenuto digitale. Oggi, sotto la sua direzione, Youtube ha tagliato una serie di traguardi impensabili: oltre 1,5 miliardi di utenti al mese sfogliano e seguono i suoi canali e 1 dipendente ogni 3 è donna.

Che fosse dotata di capacità manageriali e senso degli affari, Susan lo ha dimostrato presto, quando a 30 anni (con già al suo attivo studi ad Harvard e alla University of California) affittò il garage di casa a due studenti che lavoravano a un progetto in modo da avere un introito in più che la aiutasse a pagare il mutuo di casa. Ma non erano due studenti qualunque e il fiuto di Susan non mentì: il progetto a cui quei due studenti stavano lavorando era Google. Alla fine degli anni ’90 Susan diventerà la sedicesima dipendente di quella che sarebbe diventata una delle aziende più potenti al mondo come marketing manager. C’è lo zampino di Susan dietro i famosissimi Doodle (il logo del motore di ricerca che cambia look ad ogni evento speciale o ricorrenza del calendario).

La sua scalata continua quando diventa Senior vice president of Advertising & Commerce e lancia Google Analytics, il servizio (gratuito) più importante per qualunque azienda abbia un sito web e che consente di analizzare i dati sui visitatori delle proprie pagine (e quindi di conoscere meglio i propri potenziali clienti).

Indra Nooyi e la carriera in Pepsi: un esempio di come si possa essere chiunque si voglia

Indra Nooyi è una donna che ha saputo volare alto, sognare in grande e non smettere mai di credere di poter diventare davvero potente.

Il nome ricorda la sua origine indiana, classe 1955, studi a Yale e un primo prestigioso incarico come product manager nella multinazionale Johnson&Johnson. A 51 anni Indra diventa la guida (e l’anima) della Pepsi. Tre anni dopo, nel 2009, Forbes la incorona terza donna più potente al mondo.

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Nel colosso  che produce la famosa bevanda, Indra lavora dal 1994, ma man, mano ne scalava il vertice fino a diventarne il capo, rinnova ogni aspetto della gestione e della politica aziendale. In un’azienda leader nel settore delle bevande zuccherate e degli snack come la Pepsi, riesce persino a spostare la spesa interna dai cibi spazzatura ai prodotti con meno zuccheri e con più ingredienti naturali perché tutti i suoi dipendenti conducessero una vita più sana e restassero più in forma.

Indra è famosa per i suoi discorsi ai dipendenti. Da quando ne aveva 10 sua madre chiedeva a lei e a sua sorella di ripetere ogni sera un discorso pubblico inventato ma verosimile, per imparare che nella vita si può essere ciò che si desidera diventare. Una pratica che le dà il sano gusto della competizione, la determinazione e la perseveranza di pensare che tutto  può essere costruito, con perizia e perseveranza.

Sheryl Sandberg e Facebook: un inno alla leadership femminile e alla cooperazione

La storia di Sheryl Sandberg, 50 anni, oggi una delle donne più potenti al mondo, attuale direttrice operativa di Facebook, non è solo una storia di successo e affermazione sul lavoro (che pure ci sono e passano per studi di economia a Harvard, incarichi nella Banca Mondiale americana sotto la presidenza di Bill Clinton e in Google).

È la storia di una carriera in ascesa bruscamente troncata da un grave lutto. Ci sono lo strazio, il dolore, la depressione, la perdita di autostima. E poi la resilienza, la capacità di adattarsi al cambiamento, farlo proprio, e usarlo come leva per migliorarsi. Tutto questo è raccontato – e non poteva non esserlo – in un libro, “Lean In’’, a cui Sheryl ha affidato la storia della nuova vita iniziata nel 2015, a 46 anni, quando è rimasta vedova. Il marito aveva solo due anni più di lei ed erano sposati da 11.

Al libro, Sheryl ha affiancato un’altra voce per parlare alle donne di resilienza ma anche di leadership femminile e di discriminazioni sessiste: l’associazione no profit “leanIn.org”, 3 mila circoli (70 in Italia) di donne che si incontrano regolarmente per confrontarsi.

La menopausa può essere un grande traguardo se la vivi con consapevolezza

Christine Lagarde, Michelle Obama, Angela Merkel, Susan Wojcicki, Indra Nooyi, Sheryl Sandberg, sono tutte donne che hanno superato i 50 anni e che hanno avuto a che fare (e forse hanno ancora a che fare) con i disagi della perimenopausa e della menopausa.

Donne che hanno raggiunto l’apice del successo proprio negli anni della maturità, quelli nei quali tu stessa stai passando. Con buona probabilità hanno avuto vampate, difficoltà a riposare e a dormire, hanno assistito al cambiamento del loro umore e hanno preso qualche chilo in più. Ma – non possiamo certo giurarci ma siamo pronte a scommetterci – non hanno concentrato le loro energie su questi disagi o sulla lamentela per questi disagi.

Il loro lavoro le ha forse costrette, più facilmente aiutate, a superare ogni impasse con maggiore consapevolezza. Quale? Quella di essere donne: una condizione che include il ciclo mestruale in età fertile e la menopausa in età matura.

Lamentarsi e “farsi una malattia” per questo sarebbe come lagnarsi continuamente di avere due braccia anziché tre. È una sciocchezza, non trovi? La soluzione è l’impegno personale per migliorare la tua situazione, qualunque siano i disturbi che ti fanno perdere energia.

Tante donne hanno già provato e sono soddisfatte dei risultati ottenuti con Femal, un integratore a base di estratto di polline purificato indicato per disturbi tipici della menopausa sin dal loro esordio: 93 donne su 100 hanno dichiarato di aver migliorato la qualità della vita e i disagi della perimenopausa grazie a questa soluzione. Femal non ha attività estrogenica, non contiene fitoestrogeni ed è ben tollerato: il 98% delle donne che lo hanno assunto non ha avuto effetti indesiderati.

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