Dolore al seno in perimenopausa e il ciclo non arriva

dolore al seno in perimenopausa

Molte donne prima del ciclo sentono il seno gonfio e dolorante. Questo disturbo può perdurare anche in perimenopausa quando il ciclo, poi, non arriva. Ecco i motivi e quando è opportuna una visita.

Se gonfiori e dolori al seno sono sempre stati un tratto caratteristico della tua sindrome premestruale è probabile che tu li avverta puntualmente ogni mese anche adesso che il ciclo ha iniziato a fare le bizze: arriva in grande ritardo o salta addirittura l’appuntamento mensile.

A un certo punto della vita femminile, infatti, le mestruazioni iniziano ad essere irregolari per effetto delle variazioni dei livelli di ormoni tipiche del periodo che prepara l’organismo alla menopausa.

In questa fase – chiamata perimenopausa – anche se il ciclo non arriva più (almeno non in modo regolare) i sintomi della sindrome premestruale potrebbero non scomparire e, anzi, persino acuirsi a causa della riduzione dei livelli di progesterone.

Così potrebbe accaderti di sentire il seno gonfio e dolente ma di non veder arrivare il ciclo: niente paura perché si tratta quasi sempre di un fenomeno che, nella fase precedente la scomparsa definitiva delle mestruazioni, può essere del tutto fisiologico poiché legato ai cambiamenti ormonali. Esattamente così come certi disturbi legati alla fine dell’età fertile che possono comparire in questo periodo.

Il seno, infatti, è sempre coinvolto nelle fasi più importati della vita che sono legate ad una trasformazione dei livelli di ormoni. Basta pensare alla gravidanza e all’allattamento. La menopausa non fa eccezione.

In questo articolo passiamo in rassegna le diverse cause per cui in perimenopausa il seno può essere teso, gonfio e dolente (anche senza mestruazioni) e parliamo dei controlli da fare perché la prevenzione senologica è fondamentale per la tua salute, soprattutto in questa particolare fase della tua vita di donna.

Dolore al seno in perimenopausa: quali possono essere le cause principali

Come abbiamo detto, il seno è direttamente coinvolto anche nelle variazioni ormonali che caratterizzano la fase precedente la menopausa. Questo accade perché la ridotta produzione di estrogeni e progesterone (dei primi in particolare) ha effetti sull’attività delle ghiandole mammarie.

Gli squilibri ormonali possono essere, così, responsabili anche di alcuni disturbi che possono interessare il seno: si tratta quasi sempre di patologie benigne che, però, è fondamentale diagnosticare.

Per questo motivo è importante ascoltare e riportare dolori, fitte e altre sensazioni strane allo specialista (nell’immediato puoi rivolgerti anche al ginecologo), specialmente se diventano ricorrenti e non episodiche.

Non allarmarti però alla prima fitta o al doloretto al seno: se fai la mammografia regolarmente, almeno ogni due anni, non hai davvero nulla da temere.

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Gonfiore e dolore al seno: le cause più frequenti

Ecco quali possono essere le cause più frequenti di gonfiore e dolore al seno nell’età prossima alla menopausa:
Mastodinia ciclo-indipendente
I dolori al seno che scambi per segnali caratteristici della sindrome premestruale (anche se poi le mestruazioni non arrivano) potrebbero essere, in realtà, del tutto indipendenti dal ciclo. Tu potresti, però, non riuscire a separare le due cose proprio a causa dell’irregolarità mestruale che potrebbe confonderti.
Così potrebbe accaderti di avvertire la sensazione di “pelle che tira”, gonfiore e dolore al seno improvvisamente, senza alcun legame con il ciclo: si tratta, come dice il nome, della mastodinia ciclo-indipendente.

Mastopatia fibrocistica

È un disturbo benigno piuttosto diffuso nelle donne adulte fino ai 50 anni (meno tra quelle già in menopausa). La mastopatia è riconducibile ad un’anomala alterazione dei tessuti mammari per effetto delle variazioni ormonali tipiche della perimenopausa. In questo caso la predisposizione genetica ad avere un seno “fibrocistico”, cioè con aree fibrose nel suo tessuto, gioca un ruolo molto importante. Possono così formarsi noduli e piccole cisti benigne dai quali possono derivare le sensazioni di dolore, pesantezza, gonfiore al tatto e persino bruciore. In genere questa patologia regredisce spontaneamente con l’arrivo della menopausa vera e propria e solo molto di rado si rende necessario l’intervento chirurgico. In alcune donne, invece, noduli e cisti possono restare silenti per anni senza dare alcun sintomo.

Per sapere qual è il tipo di origine del tuo dolore, puoi fare una visita senologica.

Ectasia del dotto mammario

Anche dietro questa patologia possono esserci variazioni nei livelli di estrogeni. È dunque piuttosto ovvio che possa interessare donne di ogni età ma in particolare in perimenopausa, un momento durante il quale le variazioni ormonali sono nel momento più importante di altalena. L’ectasia del dotto mammario può essere legata ai cambiamenti del seno che si verificano in vista della fine dell’età fertile: il più noto tra questi è l’aumento di volume (interessa 1 donna su 5) ma possono subentrare anche modificazioni della struttura dei dotti galattofori posizionati dietro il capezzolo (possono diventare più corti e più larghi). Da questo nuovo assetto della struttura mammaria può derivare la sensazione di seno dolorante e gonfio al tatto. L’ectasia del dotto mammario può avere tra i suoi tratti distintivi anche le perdite scure dal capezzolo.

Aumento di volume

In menopausa il seno potrebbe aumentare di volume, una notizia che farà piacere a qualcuna e meno piacere ad altre. Questo può accadere perché la riduzione dei livelli di estrogeni favorisce l’accumulo di adipe sul tessuto mammario. Dunque il seno aumenta perché cresce l’accumulo di grasso che difficilmente interessa solo le mammelle e generalmente va ad aumentare anche il girovita con l’antipatica conseguenza di veder spuntare una pancetta che non va più via.

Banalmente, l’aumento del seno potrebbe essere all’origine della sensazione di gonfiore e dolore che molte donne avvertono periodicamente anche se il ciclo non si presenta più. A questa condizione potrebbe contribuire (e non poco) l’utilizzo di reggiseni eccessivamente stretti come modello o anche come taglia, magari semplicemente perché si è solite indossare sempre gli stessi trascurando il fatto che in menopausa il corpo cambia.

Dolore al seno in perimenopausa: quando serve la visita di controllo

Sottoporsi a una visita di controllo al seno se e quando si avvertono dolori o sensazioni particolari di gonfiore e tensione non è sufficiente.  Al contrario, è consigliabile eseguire periodicamente uno screening di controllo del seno – con frequenza diversa in base all’età e al proprio stato di salute – perché questo rappresenta lo strumento per eccellenza nella prevenzione dei tumori e di altre patologie che possono interessare le donne in età matura.

Ecco un breve promemoria dei controlli da fare e dei casi in cui è necessaria la visita dallo specialista:

  • Se hai tra 45 e 69 anni, per te le linee guida prevedono uno screening del seno ogni due anni tramite mammografia. Questo esame è essenziale a partire dai 40 anni (anche 42-43 se il tessuto mammario non presenta una tendenza fibrocistica), mentre fino ad allora può bastare una semplice ecografia.
  • L’ecografia al seno va eseguita già a partire dai 30 anni.
  • Se avverti dolori e tensioni al seno o la pelle tira, si presenta rigonfia e persino tumefatta, non sottovalutare questi segnali e riportali allo specialista. Già un consulto con il ginecologo potrebbe essere risolutivo e se così non fosse può comunque servirti per sapere a quali esami sottoporti prima di una visita specialistica dal senologo.

In ogni caso, è fondamentale incontrare periodicamente il ginecologo, lo specialista che può guidarti lungo il lento e graduale percorso che porta alla fine dell’età fertile e tutelare la tua salute e il tuo benessere in generale (soprattutto se disturbi e disagi legati alla menopausa sono particolarmente fastidiosi).

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Medico chirurgo, specializzato in ostetricia e ginecologia

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano

Dottore in scienze motorie

PhD, docente presso Università degli Studi di Bergamo

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